Archivi categoria: hardware

nuovo spin per la cpu A6 di TSMC

Secondo notizie economiche direttamente da Taiwan, la fonderia produttrice di chip Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. Ltd. (TSMC), leader nel settore dei semiconduttori sin dal 1987 – che ha da poco affermato di aver iniziato a produrre i primi sample del processore ARM A6 per conto di Apple – passerà il circuito integrato alla fase di “progettazione di produzione” nel primo trimestre del 2012. Come risultato del  nuovo spin del disegno, la produzione in volumi dell’A6 sarà resa disponibile da TSMC non prima del secondo trimestre del 2012, è quanto si è appreso da indiscrezioni, originate da fonti anonime direttamente all’interno della società.

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Apple: obbligata a pagare 8 milioni di dollari a Personal Audio

Personal Audio LLC v. Apple Inc., 09cv111, U.S. District Court for the Eastern District of Texas
Apple è stata condannata a pagare 8 milioni di dollari a Personal Audio LLC per la dimostrata infrazione di due brevetti relativi alla gestione di playlist utilizzati sui riproduttori multimediali iPod.

Il tribunale del Texas (Eastern District) non ha quindi accettato la tesi difensiva della società di Cupertino che si sviluppava con una documentazione di oltre seimila pagine, e con la quale cercava di dimostrare di aver sviluppato quelle tecnologie in proprio.

Il Tribunale ha invece dato seguito alle tesi di Personal Audio LLC per la violazione di due suoi brevetti, i numeri 6.199.076 (1996: “audio program player including a dynamic program selection controller”) e 7.509.178 (2001: “audio program distribution and playback system”) che sono relativi alla gestione delle playlist su un dispositivo multimediale e ai relativi sistemi di riproduzione. Personal Audio LLC è una consolidata azienda texana detentrice di svariati brevetti nel campo sei riproduttori multimediali: già in passato aveva denunciato sia Apple che Sirius XM Radio, Archos e altre importanti aziende per vicende analoghe.

Il tribunale ha ritenuto che la tecnologia rivendicata nei brevetti sia stata realmente impiegata all’interno degli iPod e per questo ha riconosciuto danni a favore di Personal Audio pari ad una cifra intorno agli 8 milioni di dollari.

La cifra è di circa dieci volte inferiore agli 84 milioni di dollari richiesti da Personal Audio, ma rappresenta ugualmente una buona percentuale dei profiti degli introiti generati lo scorso anno da Apple col mercato dei lettori musicali, profitti che dovrebbero essere stimati intorno agli 8 miliardi di dollari.


SSD serie 320: Intel ammette la presenza di un bug potenzialmente letale

Un nuovo bug si affaccia all’orrizonte di Intel

Questa volta ad essere interessato non è il firmware di un chipset (come accaduto nei mesi scorsi) bensì quello di un Solid State Drive (SSD) della nuova serie 320. Il fatto è per i possessori di unità di questa serie decisamente più critico di quanto lo non fosse stato per i possessori della prima release del chipset P67 (Sandy Bridge), in quanto ha già prodotto la perdita (irrecuperabile) dei dati di quelle unità nelle quali il difetto si sia al momento manifestato.

A seguito di una banale interruzione di energia elettrica, alcuni esemplari della serie 320 a 25nm (in particolare il modello da 600GB) risulterebbero inservibili all’avvio successivo, in quanto il drive smetterebbe di comunicare correttamente col bios divenendo di colpo la sua capacità di soli 8MB e perdendo tutti i dati SMART memorizzati al proprio interno.

Sebbene Intel si sia limitata ad ammettere il problema con un messaggio sulla propria board, non ne ha rivelato ufficialmente le cause; è facilmente però intuibile come debba esserne interessato costruttivamente il controller stesso (di produzione interna a Intel) o in alternativa il firmware che ne governa le comunicazioni con il controller SATA (lato motherboard).

Ricordiamo come già nel corso del 2009, Intel dovette affrontare un problema quasi analogo sugli SSD a 34 nm della serie X25-M G2: in quel caso gli SSD interessati al problema divenivano inaccessibili a seguito del cambio della password sul pc che li ospitava, ed il problemafu completamente risolto da un nuovo firmware, messo a disposizione in tempi brevi alla propria clientela.

Questo della serie 320 sembrerebbe avere invece tutti i connotati per essere considerato un problema di carattere più rilevante, ed al momento l’unica attività portata avanti da Intel è stata quella di estendere la garanzia sui prodotti della serie 320, a 5 anni (dai 3 inizialmente previsti).

Nell’attesa di una quanto mai rapida risoluzione al problema, così come Intel ci ha abituati nel passato, sarebbe opportuno scaricare (qui) il tool messo a disposizione da Intel, e una volta installato poter verificare lo stato funzionale del proprio SSD.


China Great Wall Computer Shenzhen Co., Ltd

già a febbraio di quest’anno con un post sul forum di HwLegend.com avevo anticipato questo:

“China Great Wall Computer Shenzhen Co., Ltd, seppur nome sconosciuto ai più, è comunque uno dei più grandi produttori
cinesi di parti di computer, unità di alimentazione per pc, notebook, server, stampanti ed apparati di rete, sin dal 1987.

Ha già creato partnership con grossi nomi dell’IT come Hitachi, con cui ha fondato la Shenzhen Hailiang Storage Product Co., Ltd,
IBM, insieme alla quale ha istituito nel 2004 la Great Wall International System Technology (SZ) Co., Ltd. (ISTC), e la
seconda, per importanza, società elettronica finlandese la ELCOTEQ, con la quale ha fondato la Shenzhen Elcoteq Electronic Co., Ltd.

Ora, questo grande gruppo industriale cinese, oltre ad aver ottenuto per tutte e tre le proprie unità, la certificazione in ambito 230V
80+ Platinum,

è riuscito meno di un mese fa a tirar fuori quella che, imo, è davvero una mostruosità (positiva ovviamente) nel campo delle
unità di alimentazione: la GW-ERP2U650(90+)!

Si tratta di una unità 1U, quindi destinata al mercato dei server, e di altezza unitaria per essere utilizzata in rack standard
da 19″, e da 680W di potenza erogata: vi invito a leggere attentamente i valori di specifica appresso riportati nel documento
ufficiale, e con i quali ha ottenuto la certificazione 80+ Platinum.

Vi invito a leggere perchè a mio modesto avviso si tratta di un esemplare che nelle specifiche elettriche è attualmente il top
nella efficienza e nella stabilità di erogazione delle tensioni, fino a rasentare la perfezione assoluta.

Immagine

Il valore dei +12V è rimasto immutato per tutto l’arco di utilizzo, bloccato a +12.15V, cioè con uno scarto di ±0.00V!

Leggermente più umano il valore dei +5.0V, che si è mantenuto con uno scarto di ±0.02V, in una linea tra i +5.07V e +5.10V.

Che dire dell’efficienza? Impressionante!!
A partire dal 20% di carico il GW-ERP2U650 ha disegnato una linea praticamente retta sino al 100%.

In output, il full load (689W) ha sciupato solo 51W (740W in input), presentando una percentuale di efficienza media
del 93.76%, con un minimo di solo ( :asd: ) 90.01% (al 10% di carico), e un massimo del 94.55%
(al 50% del carico), per raggiungere un ancora corposo 93.07% in full-load.

Performance davvero stratosferica!

Se insieme a questi numeri, la tecnologia GreatWall avesse dalla propria parte anche l’affidabilità, saremmo davvero ben
lieti di attendere i primi prodotti commerciali della sua auspicabile futura linea high-end per personal computer.”

A soli tre mesi di distanza, nel maggio di quest’anno, su JonnyGuru.com, lo stesso jonny ha portato a termine la recensione dell’alimentatore ZX 1000W di OCZ, che guarda caso è uno dei primissimi prodotti commerciali in ambito soho (non dedicato ai server) dell’azienda cinese, certificato 80Plus Gold.


K Computer: capacità elaborativa di 8.1 petaflop/s!

In Giappone il supercomputer attualmente più potente al mondo

Il sistema, chiamato Computer è frutto delle sinergie tra RIKEN e Fujitsu; si trova a Kobe in Giappone, installato presso l’Advanced Institute for Computational Science (AICS) ed è capace di una elaborazione di picco di oltre 8.1 petaflop/s. A titolo di paragone il secondo supercomputer della graduatoria, quello cioé in funzione dal 2010 presso il National Supercomputing Center in Tianjin (Cina), ha una capacità di elaborazione di soli 4.7 petaflop/s.

Il Computer K appena ultimato da Fujitsu, combina la bellezza di 68.544 cpu SPARC64 VIIIfx, ognuna con 8 core, per un totale di 548.352 core: è un numero almeno doppio di qualsiasi altro supercomputer presente nella classifica dei TOP500, semestralmente stilata. Da rilevare che, al contrario dell’attuale tendenza, per giungere a tali performance il K Computer non fa alcun uso di tecnologie che utilizzano GPU (tipicamente nVidia Tesla) per accelerare le elaborazioni.

Il Computer K è così all’avanguardia ed esuberante, che risulta anche più potente della capacità elaborativa combinata dei 5 supercomputer che attualmente si trovano dal 2° al 6° posto della medesima classifica.

Per quanto riguarda la potenza elettrica necessaria a nutrirlo, il K Computer ha bisogno di 9.89MW per poter funzionare a pieno regime: nonostante ciò, risulta anche tra quelli con un miglior rapporto di efficienza energetica nei primi 500 posti della graduatoria.

La lista completa è consultabile direttamente sul sito Top500.org e viene aggiornata due volte l’anno: a giugno a carico della International Supercomputing Conference (Dresda – Germania)  e a novembre sotto la supervisione della SC Conference Series, un organismo internazionale.